Di ritorno dallo Sziget Festival di Budapest e` facile essere parecchio storditi, ed io non faccio eccezione (gia` di solito non e` che brilli per lucidita`…). In effetti una settimana intera di Sziget e` un’esperienza difficile da spiegare a chi non l’ha vissuta direttamente, assolutamente devastante sul piano fisico e sovra-stimolante per tutto il resto. In ogni caso la consiglio a tutti per gli anni a venire, a patto di avere sufficiente spirito di adattamento e di essere dei veri ninja dentro.
Dopo un’oretta di doccia (da una settimana mi lavavo nel Danubio), due orette sul cesso, 12 a letto e un pranzo vero mi accingo a raccontarvi l’aspetto strettamente musicale della faccenda… che e` l’unico che ci interessa da queste parti…

Le impressioni globali “a bocce ferme” sono queste:
1. Tra la musica prodotta “in studio” e quella “dal vivo” c’e` una frattura ormai larghissima, e pochi sono ancora in grado di saltare questo fossato con relativa disinvoltura. E` sempre piu` facile ascoltare degli album che non rendono minimamente giustizia ai live e viceversa dei concerti che non la rendono alle produzioni in studio. Le ragioni a mio parere non sono tecniche, ne` nel senso della qualita` delle registrazioni ne` in quello dell’abilita` dei musicisti. La sensazione generale e` che il concerto-evento dei decenni passati, nel quale si andava dopo aver sentito l’ultimo album ritrovando le stesse atmosfere (con il valore aggiunto di viverle collettivamente ed insieme al musicista), o dopo il quale ci si procurava l’ultimo album e si rivivevano le emozioni del live, sia giunto al capolinea. Alcuni gruppi questa cosa non sembrano averla capita, molti altri si` e reagiscono in diversi modi: chi dando piu` peso al “live”, chi al lavoro in studio, chi differenziando radicalmente questi due momenti (quest’ultimo atteggiamento e` quello che mi sembra stiamo seguendo nel nostro piccolo, vedremo…). Comunque un festival del genere e` un’esperienza musicale in buona parte ortogonale a quello che e` l’ascolto domestico, a chiunque ami la musica consiglio di provarle entrambe.
2. Al di la dei luoghi comuni e` vero che c’e` tanta ottima musica “sconosciuta”, o almeno molto poco diffusa su scala globale. Tanto per fare un esempio la scena ungherese (a Budapest hanno avuto spazio diversi gruppi locali) mi ha sorpreso con alcune realta` interessantissime, il che fa riflettere: quanti artisti interessanti si nascondono in paesi “sottovalutati”, riuscendo a circolare solo grazie al passaparola? Certo, Internet sta dando una bella mazzata ai media tradizionali e col tempo (magari anche col copyleft, ehm…) riuscira` a far circolare tutta l’arte e la musica in maniera “democratica”, tuttavia spetta anche a noi intesi come pubblico avere un atteggiamento decisamente piu` curioso. Non spaventiamoci davanti a band dall’impronunciabile nome aramaico-swahili-ugrofinnico, ed andiamole a scoprire. Nel prossimo reportage, dove faro` i nomi, vi daro` qualche stimolo in materia:)

3. Come appena detto c’e` tantissima bella musica, almeno dal vivo (ora mi procurero` qualche cd di gruppi ostrogoti e vi sapro` dire se sono validi anche in studio). Tanta tanta tanta bellissima musica. Pero` la sensazione e` che ci sia pochissima innovazione. Ok, non si puo` piu` ragionare per avanguardie, i grandi movimenti coesistono e si fondono e la musica sicuramente si evolve in maniera diversa dagli scorsi decenni. La sensazione generale pero` e` di un discreto imbarazzo da parte di chi crede che si debba in qualche modo cambiare, andare avanti, e non sa come (mentre chi non vede in cio` un grosso problema, vedi scena world music, jazz, ecc… si trova tranquillamente a suo agio). Io credo che non si tratti di un problema di creativita` dei singoli artisti quanto di un sistema di produzione che nel suo complesso mostra la corda, almeno sotto questo punto di vista: ribadisco che allo Sziget ho ascoltato cose splendide, tuttavia per indole personale guardo sempre con interesse allo stato dell’innovazione musicale, e secondo me siamo in un punto di stasi che prelude a una rottura decisa col 900 (BOOM! SI` SPARIAMOLE GROSSE, LOLOLOL!!!!!!11111ONE).
O forse stiamo solo rallentando dopo un secolo intenso, chi lo sa… in attesa di scoprire le meraviglie che ci riservera` il futuro, e speriamo siano copyleft, scopriamo la musica nascosta in giro per il mondo di cui al punto 2). E scriviamo musica nuova, appena avranno smesso di rimbombarmi il cervello e le orecchie ricominceranno i lavori anche a casa nostra, promesso!!!
Forse ho detto cose banali ma capitemi, sono piuttosto cotto e devo riprendere un ritmo circadiano decente. Vi rimando alla prossima puntata, nella quale vi parlero` un po’ di alcuni live a cui ho assistito, da nomi “internazionali” di primo piano a oscure band dal nome improbabile.
9 Comments
Che belli i concerti… Beato te.
voglio la parte 2! voglio la parte 2! 😀
Ragazzi, suono al cc-festival, la serata che suonate anche voi.
Non sarò mai al vostro livello, nè per serietà , nè per capacità artistiche, eppure mi hanno scelto e nonostante le mie titubanze e il mio parziale rifiuto, hanno insistito. Io sono uno studente e la musica l’ho sempre fatta solo per me stesso, imitando gli artisti che più mi piacevano, insomma non ho ancora sviluppato un mio sound e un mio stile come vorrei, … ma nella vita faccio tutt’altro..
ecco voglio dirvi che dal vivo farò schifo perchè devo recuperare i brani che ho cancellato e cercare di riassemblarli e pilotarli un po’ con la mia unica strumentazione: un mac, il mouse e un controller midi.
ho sempre composto tenendo come obiettivo finale l’mp3 da mettere in internet, mai per un live, e questo chiaramente si sentirà , però volevo anche dirmi che è la mia prima esperienza e chissà che non comincerò a prendere un po’ più sul serio questa cosa della musica.
sarà bello sentirvi e conoscervi dal vivo, mi spiace di non essere all’altezza!!!
PS. mi chiedono la strumentazione tecnica e le entrate uscite che mi servono. dato che faccio tutto con ableton live e una korg microkontrol, dite che va bene questa richiesta?
– cavo mini jack/RCA (oppure jack/jack) a me serve il jack stereo, poi l’altra estremità dipende dal loro mixer, insomma se la mettono dove vogliono.
– tavolo per mettere un powerbook 12″ ma probabilmente meglio il macbook pro 15″ che mi presterà gentilmente la morosa – e korg microkontrol. – magari hard disk esterno lacie.
– attacchi elettrici per il mac e per l’hard disk.
– lumino per la mia strumentazione, ma magari anche no che tanto è tutto illuminato da sè.
– caviale
– una cassa spia.
Ciao Arthur, e` un piacere risentirci e sara` un piacere suonare insieme al CCfestival (di cui tra poco arrivera` il post pubblicitario). Tranquillo che siamo tutti all’altezza di tutti, la scena free e` democratica e noi Yue visti di persone siamo solo un mucchio di scentrati:)
Per le questioni tecniche ti rispondo in privato… ciao e grazie!
grazie e scusa per l’OT, che tutto sommato lo potrei ricollegare al discorso live / studio e creative commons, per sentirmi meno inopportuno 😀
@ arthurcravan: tranquillo per l’OT, la categoria del post stesso e’ “offtopic pesanti” 🙂
Piuttosto, come diceva prima il tore, sara’ un piacere anche per me sentirti/conoscerti dal vivo. Ci vediamo al CCfestival!
free free free eletronic music… peccato che a qsto sziget non ci sia potuto essere. niente faithless. niente chemical. niente laurent garnier… suppongo abbiano spaccato!! però che dire l’anno scorso ho addirittura pianto per quel concertone dei radiohead e ho saltato come non mai per i Prodigy!!!
hehe, io invece piango per essermi perso quello dell’anno scorso! Sui gruppi che hai detto sapro` riferire presto…:)
ciao!
già , belli i concerti 🙂