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sziget reportage, parte 3

Avanti come nel post precedente…

Bravo Manu Dibango dal Camerun (nella foto), che con un concerto indubbiamente allegro ma anche intelligente e ben curato ricorda ai visitatori del palco World Music che la musica africana non e` che sia per forza in levare, anzi. Veramente ottimi gli strumentisti, il pittoresco percussionista in primis.

Sorprendenti gli Unkle: onestamente pensavo si trattasse di un tipico progetto “da studio”, chi avrebbe scommesso in un live cosi` caldo ed emozionante? In un Wan2 Stage pieno imballato il pubblico in delirio (si vede che siamo lontani dall’Italia eh…) assiste a uno spettacolo incredibilmente carico e vivo, con ottimi suoni e pezzi davvero convincenti. E` sempre un buon segno quando si ascoltano per la prima volta pezzi nuovi dal vivo e convincono subito… sui singoloni storici come “In a State” poi sono brividi!

Andiamo avanti con i Gogol Bordello, di cui si fa un gran parlare ultimamente. In effetti il loro live punk-tziganeggiante e teatrale e` interessante, suonato bene e sul palco presentano varie individualita` di spicco. Non credo comprerei un album perche` mi sembra un progetto molto orientato ai concerti dal vivo, e molto a rischio quando si va in sala di incisione… ma per quanto riguarda il live tanta roba!

Grandi individualita` anche per i Faithless, che proprio sul carisma dei singoli giocano buona parte della loro esibizione. Il frontman “Maxi Jazz” (ma guarda te che nome l’ho appena scoperto) e` un vero e proprio stregone, ma anche tutti gli altri hanno i loro bei momenti di gloria. Il concerto fila liscio come l’olio, tra celebri hits (splendida “We Come One”) e pezzi meno noti e piu` variegati della solita cassa dritta. Godibili assai.

Meno immediato l’approccio al dj-set di Satoshi Tomiie, giapponesissimo nella sua austerita` dietro la console ma anche molto europeo come approccio (ci vedo svariati richiami ai Kraftwerk). Per apprezzare appieno ci vuole una mezz’oretta di ballo “in fiducia”, terminato il riscaldamento non ci si ferma piu` e man mano che avanzano stanchezza e relativa ipnosi si apprezzano le raffinatezze nascoste nelle sue proposte minimali. Bravo davvero.

Proseguendo con un bel gruppo locale vi segnalo i bravissimi Korai Öröm. E` stato l’ultimo concerto dell’ultimo giorno, e dire che non stavo in piedi e` un eufemismo, tuttavia ho visto questo bel concerto di un genere indefinibile (tendenzialmente psichedelico) su giustissima segnalazione da parte di una ragazza ungherese. Anche in questo caso e` un vero peccato che dalle nostre parti non se ne sappia niente, e` un gruppo davvero molto interessante con una bella varieta` timbrica e strumentali piacevoli assai. Cercateli, sicuramente per noi e` qualcosa di nuovo!

Chiudo con i Killers: no, non sono malaccio. Davvero. Dico io, guardatevi intorno. Dopo i primi singoli pensavo che, di tutta la buttata di rock “nuovo” degli ultimi anni, i Killers fossero gli unici a valere vagamente qualcosa: tornato dallo Sziget la penso ancora cosi`, per merito loro e colpa altrui. Niente di nuovo per carita`: la loro musica mi sembra ampiamente anni 90 (un po’ di britpop qua e la, un po di Pulp…) e il loro live e` forse quello piu` “tradizionale” a cui ho assistito durante il festival. Detto questo, e` godibile. Molto piu` delle loro uscite discografiche (che a mio parere risentono di un lavoro scellerato da parte dei produttori, come cazzo si fa ad appiattire suoni e dinamica in quella maniera siano maledetti tutti i discografici di merda?????). Ci sono un vagone di gruppi “indie rock” che salgono sul palco fondamentalmente ad atteggiarsi e fare casino (non faccio nomi, scorrete il programma e tirate ad indovinare se vi va), come se il loro sbarco sulla terra portasse a chissa` quale rivoluzione stile Ramones, dimenticandosi che questi ultimi facevano i musicisti e non i fenomeni. I Killers, che dopotutto “indie” non sono, hanno il merito di mettere giu` delle cazzo di melodie, degli stracazzo di arrangiamenti semplici ma tangibili, di suonare i loro pezzi al meglio delle loro possibilita` senza volersi imporre come fenomeni da baraccone, di contemplare l’eventualita` che i pezzi non siano tutti veloci e in cassa dritta. Basta. Il resto sono brani mediamente carini che hanno il solo difetto di essere usciti adesso e non 10 anni fa, il concerto e` piacevole ed alcuni pezzi (“Read My Mind” in primis) fanno la loro porca figura e si ascoltano e cantano volentieri.

Una piccola segnalazione anche per l’ungherese DJ Palotai, che non ho potuto vedere in azione tuttavia se ne dice un gran bene. I suoi dj set sono scaricabili aggratis per cui prelevateli dal link di cui sopra!

Infine vorrei ricordare che tutti i musicisti citati fin’adesso, per quanto bravi e meritevoli, si sbagliano giacche` non pubblicano la loro musica sotto licenze libere. Non mi ascolteranno mai, ma li invito a cambiare idea e fare come noi, che saremo anche piu` scarsi pero` almeno per quello… abbiamo le nostre belle ragioni:) Chissa` che non sia il copyleft prima o poi a sbloccare la scena musicale, ricca di potenziale ma piuttosto statica… ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo speriamo e lavoriamoci su!

p.s. se mi verranno in mente altri gruppi li aggiungero` poi…ce n’erano troppi… meriterebbero una citazione anche tante altre band di cui non conoscevo il nome e non riesco a ritrovarle nel programma, ma non posso fare tutto io…

3 Comments

  1. artemisia80 wrote:

    ciao buon weekend a tutti gli YUE!

    Friday, August 24, 2007 at 21:12 | Permalink
  2. anonimo wrote:

    ma il cc-festival c’è (come si dice qui: http://www.sm4x.org/wiki/index.php?title=CC-Festival) o no?

    ax

    Tuesday, August 28, 2007 at 10:28 | Permalink
  3. torelizer wrote:

    c’e` c’e`…tra poco arriva il post pubblicitario!

    Tuesday, August 28, 2007 at 11:24 | Permalink