Qualche considerazione priva di pregiudizi su questa lettera, distante milioni di km dal nostro mondo ma comunque interessante, anche se l’argomento sta perfino diventando vecchio.
Quello che dico a Scudieri e` che, a mio modo di vedere, sta mischiando alcuni fattori certamente correlati tra loro ma troppo debolmente per farne un problema unico:
La Musica (con la M maiuscola), che esiste da millenni e durera` almeno quanto la razza umana o perlomeno le orecchie.
La fruizione della musica: Scudieri si riferisce a una modalita` “degustativa” apprezzabilissima (quanto guardare un bel film al cinema o leggere un buon libro) ma da sempre legata a una minoranza di amatori, dove per “sempre” si intendono gli ultimi 50 anni al massimo perche` prima non esisteva. Questa collocazione storica la sovrappone in buona parte all’industria musicale come noi la conosciamo ma non per questo e` dipendente da essa. Ne dai formati (vedi sotto)
I formati musicali: tralasciando alcune inesattezze riguardanti il formato mp3 (che in fondo non e` libero per cui piu` se ne parla male meglio e`, anzi vorrei mettere in giro la voce che provoca la diarrea) un punto interessante e` la preoccupazione di Scudieri per la possibile scomparsa dei formati “fisici” in generale. Due cose vorrei dire al riguardo:
– La “qualita`” non e` in alcun modo legata all’esistenza di un medium “fisico”, tant’e` che se per ipotesi scaricassimo da Internet un file Wav o FLAC potremmo avere esattamente lo stesso contenuto di un CD per non dire un contenuto a qualita` arbitrariamente maggiore. Se tanta musica oggi suona male non e` perche` viene ascoltata male ma perche` la “ricerca della perfezione e di ogni sfumatura sonora” di cui si parla nella lettera e` stata sostituita in maniera delinquenziale dalla ricerca di suoni standardizzati stile jingle pubblicitario e dall’abuso scriteriato della compressione di dinamica. Nella maggioranza dei casi il pezzo non viene prodotto da un artista che ricerca particolari sonorita`, ma da una marionetta che manovra una console di mixaggio coi suoi flaccidi genitali seguendo gli standard dettati dall’industria. Che in quanto tali possono essere solo industriali, in altre parole il 90% dei pezzi prodotti negli ultimi 20 anni suona come un tornio a controllo numerico. Ovvero, sia su CD che su vinile che su mp3, come un dito in culo.
– “toccare con mano” l’opera di un artista significa andarlo a vedere, non avere sul tavolo un oggetto di plastica proveniente da una fabbrica con stampato il suo logo. Non che io sia contrario ai formati fisici in assoluto: e` un modo come un altro di immagazzinare musica ed ha i suoi pro e i suoi contro, io stesso compro vinili anche se economicamente non conviene affatto. Da qui si innesta bene il punto seguente.
L’industria musicale: trattasi di un fenomeno tipico degli ultimi 100 anni, divenuto enorme nella seconda meta` del 900 ed ora in sacrosanto declino. Non c’e` assolutamente nulla che essa possa fare, l’acquisto di supporti fisici o file protetti non sara` mai e poi mai piu` conveniente, l’originale perde rispetto alla “copia” anche perche` l’originale non esiste, e` una sbrodolata di numeri a valle di un ADC in uno studio di registrazione. Per non dire che spesso al giorno d’oggi la copia pirata da meno problemi del contenuto “legale” (quando protetto da DRM) e puo` solo essere cosi`. Il mercato fondato sull’accesso esclusivo ai canali non regge di fronte al sacrosanto libero scambio dell’informazione digitale chiamato “pirateria”, lasciamolo morire. Cio` non significa morte della Musica, figuriamoci. Non significa nemmeno decadimento della qualita` sonora della musica registrata, quella anzi rischia di migliorare allontanandosi da logiche industriali. Le industrie vanno bene a produrre lamiere ondulate, non arte. I padroni sono quelli che sfruttano e licenziano, gia` hanno in mano le redini dell’economia perche` affidargli quelle della cultura? Rispediamoli a fare cio` che sanno: pezzi di plastica prodotti in serie. La musica gliela forniamo noi, libera. Qualcuno vuol farne un’occasione per un guadagno sensato venendo incontro a chi vuole i supporti fisici? Prego, comincino lor signori a fare gli imprenditori sul serio invece di reclamare il diritto a chiedere il pizzo. La musica ai musicisti e al pubblico, libera di circolare in ogni modo. La plastica alle fabbriche, io ed altri entro ragionevoli limiti la compreremo anche se non conviene in termini strettamente economici. Ovviamente stando cosi` le cose non ce ne sara` per tutti, gireranno meno soldi e molti discografici dovranno cambiare mestiere.
Sfiga eh.
2 Comments
certo che commentate solo le stronzate eh
Io devo prima superare lo scoglio del link..una volta fatto quello, resta sempre il problema di aver qualcosa da dire (se commento solo le cazzate, ci sarĂ un motivo..)