prosegue la serie sul digitale, introducendo il punto di vista tecnico/commerciale, diciamo "corporate", che di ripercussioni ne ha a iosa. Premessa:

Cio` che vedete qui sopra e` forse l'oggetto piu` sovversivo della storia della riproduzione audio e non, messo in commercio tanti e tanti anni fa in un evidente momento di distrazione generale. La vecchia, sana e cigolante "cassetta", guarda un po', rimane tuttora il supporto su cui in assoluto e` piu` semplice ed immediato registrare da qualsiasi sorgente, e al massimo si puo` pareggiare. Col passare degli anni sono usciti il CD, il DVD, i lettori mp3 portatili, feticci di ogni tipo. Bene, tutta la musica in stereo che esce da essi e che uscira` dai loro successori neanche cosi` immediati puo` andare a finire su una cassetta premendo "REC" e nessuno puo` fare un bel niente per impedirlo perche` le leggi della fisica si fanno un baffo di quelle sul diritto d'autore. Maxwell batte la RIAA per k.o. alla prima ripresa. E la qualita`? Non e` certo altissima. Ma nemmeno cosi` bassa come si e` cominciato a dire al momento di farla sparire dal mercato. E in ogni caso ai piu` non e` mai fregato granche`, anche se la pubblicita` ha fatto credere a tutti di capirne qualcosa. Fine premessa.
Da un punto di vista industriale "digitale" significa un aiuto enorme nel ciclo produttivo. Significa che posso prendere il master originale di una registrazione audio e farne in un tempo zero N copie esatte da mandare in tempo zerovirgolacinque a N fabbriche perche` producano, con macchinari assai semplici e a basso costo, N-mila oggetti con sopra altrettante riproduzioni esatte da mettere sul mercato. In altre parole significa aumentare i guadagni riducendo le spese grazie alla riproducibilita` dell'informazione digitale, specie se nel contempo si impedisce alla gente comune di trarre beneficio da questo stesso concetto. E` per quest'ultima causa che si battono i soggetti legati all'industria musicale (e non solo). Mantenere l'esclusiva sui vantaggi del progresso tecnologico e lasciare i clienti nel medioevo a pagare dei dazi per fare cose ovvie e banali ("Un fiorino!"). Senza contare che i supporti digitali si prestano bene a un sacco di campagne di marketing, cosi` suggestivi… luccicanti…
…come il Compact Disc.

Tutto e` iniziato cosi`, per certi versi. L'audio digitale era ormai una realta` concreta e utilizzabile. Il vinile non dava sufficienti margini e non copriva tutti i tipi di situazioni e utenti. La cassetta, suo complemento ideale quanto a copertura del mercato, era pero` il pericolo incarnato, era la musica che circolava fuori dai negozi autorizzati, bisognava toglierla di mezzo in favore di mezzi piu` redditizi e meno problematici. E giu` di "libera" concorrenza, signore e signori buttate tutto nel cesso perche` e` arrivato il CD, che vi offre: 1) una qualita` audio del tutto simile, solo con difetti di diverso tipo 2) un minutaggio del tutto paragonabile (ad essere buoni) 3) maggiore ingombro 4) maggiore fragilita` 5) gravi difficolta` per applicazioni portatili tipo walkman 6) prezzi piu` alti 7) una penosa difficolta` di scrittura (al di fuori degli efficienti apparati su scala industriale, of course) 8) poca o nessuna possibilita` di riutilizzo
Qualunque cosa sia saltata fuori dopo i dati di partenza erano questi, e il concetto di "file audio", l'unico reale passo in avanti, stava ben imboscato. Di fatto cio` non serviva a nessuno ma si sa, purtroppo esistono quei potentissimi strumenti chiamati sogni e miti, da millenni saldamente nelle mani di chi detiene potere in qualsiasi forma, per i quali anche un banale acquisto non e` quasi mai una decisione lucida. Per non dire che casualmente la qualita` dei nastri precipito` in caduta libera. Insomma l'industria aveva a mano l'utopia malata di un 33 giri caro che suona come una cassetta, peraltro ottimo per la pubblicita` grazie alla sua aria postmoderna e al poter saltare le tracce senza aspettare riavvolgimenti (uuuh la Rivoluzione… vive les jacobins…).
Salvo poi internamente usare tutt'altro, perche` il CD era ed e` una ciofeca. E il tutt'altro guai a farlo uscire… si veda ad esempio questa triste storia legata al DAT.
Il resto della storia, dal CD in poi, e` stata una costante lotta dell'industria musicale (ma non solo) per impedire la diffusione degli stessi progressi tecnologici utilizzati internamente. E ci ritroviamo con i prodotti piu` diffusi, pubblicizzati e di moda che non registrano una mazza di niente, puro medioevo. E chissa` in quanti uffici giocano a freccette con la faccia di Henry Ford. Ma altrove c'e` chi non ha dimenticato cosa poteva fare con una banale cassetta, e ha capito al volo i risvolti del digitale un pelino piu` importanti del "saltare le tracce"…il resto fu masterizzatori, peer to peer, una progressiva ripresa di coscienza e il nascere di nuove istanze. Sembra incredibile, ma ci sono cose piu` forti del marketing.
Gia`. Non tutto e` perduto.
Nella prossima puntata altri discorsi e considerazioni…
10 Comments
A proposito di sparire dal mercato, ieri cercavo una cassetta da riempire per ascoltarla in macchina e ho scoperto che nei supermercati non esistono più le audiocassette da 70 minuti (importantissime perchè ci sta un album anni ’60-’70 su un lato e un altro sull’altro)!
Tra una selva di minidisc e cazzacci vari l’unica cosa che si trova sono delle merdosissime 60 minuti di due marche se va bene, mentre fino a due-tre anni fa c’erano degli scaffali pieni.
e poi per risolvere il problema del riavvolgimento esistevamo i mitologici stereo 8!!!!
@spyro: per non parlare del calo della qualita` dei nastri stessi, soprattutto quelli “ufficiali” (non vuoti insomma) di fine anni 90 sono improponibili rispetto a quelli vuoti e a quelli piu` vecchi.
@beddo: vero, e comunque solo in una societa` veramente attaccata a poco il riavvolgimento di un nastro puo` essere considerato un “problema”:)
meno male che il diritto d’autore si può violare in ogni modo ed in ogni dove !! altrimenti oggi non avremmo neppure i libri di storia !!
🙂
che tristezza,è sicuramente segno di questi tempi mediocri.
Ciao bellino il tuo blog…fatti un salto sul nostro!!!!! http://stiamomale.splinder.com
Ti giuro che ho sempre pensato più o meno la stessa cosa del dvd in sostituzione del videoregistratore (magari quello incorporato alla tv…ohhhh..)
E’ vero, esistono anche il dvd recorder ma non è la setssa cosa, no no no e poi no.
@crillina: non ho mai messo le mani su un dvd recorder per cui non ti so dire. C’e` da dire che in quel caso il discorso qualita` ha senso (visto che in quel caso i supporti tendono a essere riutilizzati massicciamente), come funzionalita` o altre caratteristiche non ti so dire.
fra qualche anno probabilmente cassette e vhs saranno reperti storici e avranno un valoore incredibile… io le conservo, poi si vedrà!
tore_ Noè sbronzo è davvero uno spettacolo!