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sabato YUE LIVE al Bainait!!!

dopo un po’ di stop siamo lieti di invitarvi nuovamente a un nostro live!

SABATO 3/2

Circolo Arci Bainait (Montecchio Emilia, nella fascinosa provincia di Reggio Emilia)

YUE + ARAWAK

Ingresso libero (tessera arci of course), inizio… mboh, quando c’e` gente cominciamo!

Ed ora in anteprima la locandina ufficiale dell’“andate all’universita`, ragazzi” tour, o se preferite “no dreams tour”.

YUE. Non ci stiamo piu` dentro. Comunque potete provarci con le gnocche del pubblico!

few words again, nulla reazione

Con enormi sforzi siamo riusciti a vincere la nostra dipendenza
dalla birra cinese e dalla pizza piccante ed abbiamo finalmente terminato
la post-produzione di un altro pezzo registrato in studio.
Presentiamo quindi il nostro

nuovo singolo:

Nulla Reazione

che entrera’ nell’album in costruzione “Few Words (about nothing)”.

cover fewwords

Vi ricordiamo ancora una volta che e’ tutta musica libera, quindi scaricatela e condividetela senza cognizione!

Clicca qui per scaricare Nulla Reazione in formato mp3

Clicca qui per scaricare Nulla Reazione in formato ogg vorbis

Vi invitiamo anche a votare questo pezzo su CCHits (per chi non l’ha mai fatto: prima dovete registrarvi, la procedura dura al massimo 30 secondi e non rompe troppo le scatole!).

Mi raccomando, fateci sapere cosa ne pensate!
Buon Ascolto!

Nulla Reazione

sembra a volte che
qualche limite
renda un poco piu`
efficiente, conturbante

plastica solida
sicurezza in se
affidabile

ebbro e stabile
grande e forte
delle tue virtu`
confortanti
coinvolgenti
di necessita`
chiare e limpide
economiche

dicono che non ci sia molto da perdere
presto l’ombra attenua lo stupore
chiedono se ci sia motivo di ridere
danza inquieta e priva di difese

merci:)

beh, oggi ci vantiamo un po’ dai… o per meglio dire ringraziamo
la folta schiera di persone che ogni giorno ci downloadano con regolarita`
(anzi negli ultimi 7 giorni si registra un tangibile aumento, siamo tornati
sopra 1 Gb al giorno senza nuove release)

In particolare l’ultimo singolo Icy ha passato la
quota di 6000 download nell’ultima versione (quella con la Sara alla
voce insomma).

Il merito come sempre va in larga parte a cchits, ma c’e` anche la piacevole
novita` di
Aboutdufil, le podcast de la musique libre
, dove figuriamo in top 5 e
grazie a cio` registriamo un grande aumento di interesse nei paesi di lingua
francofona (a cominciare dalla Francia dove ormai abbiamo il triplo di
download che dall’Italia, ma anche Belgio, Canada, Marocco…).

Questo conferma anche che in Francia c’e` una scena assai ricca nel senso
che oltre a tanti musicisti che pubblicano sotto copyleft ci sono anche
le orecchie per ascoltare, del resto siti come Aboutdufil e Jamendo, cui dobbiamo un “merci” grosso
come una casa, hanno li la loro origine. Speriamo davvero di darci una
svegliata anche in Italia, dove avevamo Agnula Libre Muzik ed e` tutto andato
in vacca causa vandalismo telematico.

Comunque di nuovo grazie a tutti per i download, come sempre ogni forma di
feedback e` gradita, e soprattutto…

AMICI (ben 2) DELLA POLINESIA FRANCESE, QUANDO VOLETE UN CONCERTO BASTA
CHE CI PAGATE IL VIAGGIO:) VI VOGLIAMO BENE!!!

ancora una volta, discografici = mafiosi

l’industria musicale si conferma la principale nemica della musica, di
ieri la notizia dell’arresto di DJ Drama per motivi legati alla violazione del copyright.

Ora, la scena hip-hop, dalla quale noi siamo musicalmente molto lontani ma, per carita`, ci sono anche loro, nasce dall’atto di rappare su pezzi preesistenti, riprodotti in origine dai classici megastereo
portatili degli anni 80 o giu` di li. L’attivita` dei DJ di hip-hop e` poi l’evoluzione
di questo, il DJ miscela pezzi dei generi piu` disparati (in origine spesso funky o simili) creando basi ad hoc su cui rapper in quanto tali rappano.

Per questo e` assai facile che un disco di hip-hop contenga materiale preso
un po’ ovunque, si chiama contaminazione, collaborazione, quello che cazzo
volete, puo` non piacere il risultato (io non ne ascolto in genere), tutti
i gusti son gusti ma cazzo, e` una cosa buona!.

Ora negli USA, il paese forse dove quel genere e` piu` amato, un artista
viene arrestato per una vicenda di mixtapes, peraltro “unlicensed”. C’e` un bisogno disperato
di musica libera, di copyleft, questi stronzi vogliono uccidere la musica

La nostra solidarieta` a DJ Drama, il nostro disprezzo alla RIAA e ai suoi parenti
italiani.

si` ok…

l’ultimo post era un po’ nerd, lo ammetto, pero` MINCHIA COME SIETE!!! 🙂

pwned?

A volte pensi che al mondo le uniche sorprese siano in negativo,
e devo dire che ultimamente succede spesso. E vorresti vomitare a getto
sui passanti agitando una scimitarra
, o sniffare diossina nudo per strada in pausa caffe`.

Poi pero`, quando meno te l’aspetti… ci pensa Alan Cox, con una mossa ad
effetto
.

Eccezionale. Stupendo.

Cioe`, se non si e` capito quest’uomo, noto anche come Babbo Natale, ha messo sotto brevetto a nome suo il DRM. Ma vi rendete conto?
Un genio. Grazie Alan sei la nostra speranza!.

gli altri #6 – Ben Othman

Ci tengo particolarmente a segnalarvi
Ben Othman
perche` si tratta
di un ottimo esempio di musica si` libera, ma che nel contempo non
rinuncia ad essere raffinata, inserita e stilosa. Lo so che e`
un termine orribile “stilosa”, ma rende davvero l’idea, e fa piacere
trovare della musica sotto copyleft in ambiti solitamente
appannaggio di logiche chiuse, dove pochi grossi nomi di tanto in tanto
emergono da un sottobosco piu` o meno “indipendente” ma che non mette
mai in discussione lo status quo, pur tra innumerevoli vanterie su
questioni vacue come il possesso di un computer bianco o metallizzato.

Mi sto riferendo all’aperitivo, momento d’incontro e di
avvelenamento da alcool che tutti noi amiamo, e che costituisce il contesto
ideale per una gamma di sonorita` che vanno dall’ambient al chillout alla house
morbida e jazzata, con esiti piu` o meno felici. Questo artista tedesco,
ma dalle chiare origini ed influenze tunisine, si inserisce in questo
filone musicale (non solo eh…:)) portando uno stile piacevolmente
mediorientaleggiante, elegante sottofondo metropolitano o da viaggio
ma anche buone materiale per un ascolto rilassato e domestico, con
atmosfere di sicuro effetto.



Mio brano preferito: la intrigante Jendouba Vs.N Khemir, dal
volume 2 “Intellectuel”
della serie “Lounge Cafe Tunis”, molto gustose anche le divagazioni jazz
di Carthago, quasi una passeggiata nel verde prima di tornare
alla consueta realta` urbana.
E ora basta con gli sproloqui da rivista indiesnob,
scaricatevelo su Jamendo!.

digitale #4 – voodoo economics

Dal punto di vista economico “digitale” e` un concetto che manda parecchio in crisi
un approccio tradizionale. Come facciamo a vedere come merce un’entita` digitale?
Quale valore possiamo attribuire a cio` che, dopotutto, non e` che un numero
o una serie di numeri? Come si puo` piazzare sullo scaffale di un supermercato
qualcosa che non ha consistenza materiale e che puo` generare infinite copie
di se stesso senza spese aggiuntive?

Ecco, appunto.

Di fronte a cio` ci sono diverse strade: la prima, intrapresa per ignoranza
(un’ignoranza che fa comodo a molti, come spesso accade) o malafede, e`
quella di nascondere la
questione. Quindi, restando nell’esempio musicale, i formati digitali sono visti
come la semplice evoluzione in linea diretta del vinile, una comodita` moderna in piu`.
Era ovvio pagare il vinile? Sara` ovvio pagare un file mp3. Guai a dire in giro che
la produzione di un disco a partire da un master originale richiede un tornio da
incisione che costa migliaia di euro e tempi biblici, mentre per un mp3 non si
puo` nemmeno strettamente parlare di “produzione”.
Il concetto e` “io che te lo vendo non spendo piu` un cazzo,
per te che compri tutto come prima”
.
Parallelamente a cio`, chi conosce le implicazioni del digitale si premura di
nascondere il significato della parola in questione. Mistificare, distorcere, fare
casino, introdurre forzature legali o fisiche.
E allora ci sentiamo raccontare che un prodotto digitale e` un oggetto come gli altri.

Certo, beato chi ci crede.
Tutti gli altri oggetti per arrivare al banco del supermercato hanno un costo
di produzione, magari grazie all’economia di scala la spesa crescera` solo
sub-linearmente col numero di oggetti identici prodotti, pero` crescera`. Cioe`, ho
uno stampo per produrre un oggetto in plastica, per ogni copia devo colarci
dentro della stramaledetta plastica fusa. Sarebbe bello poterla creare dal nulla, ma non
si puo`. Questo e` il “prodotto” tradizionale. Devi spendere energia per averne
una copia.

Benissimo, per il settore digitale siamo al paradosso: tutt’al piu` devi lavorare per
impedire la produzione di copie, operazione che di per se non ha costi
ne` tempi quantificabili
per essere messa in atto. DRM, sistemi anticopia,
lotta al peer to peer: l’industria che lavora contro l’innalzamento del tenore di
vita. E gli chiedono anche “come sara` il futuro”.

La seconda strada e` quella che chiamerei “apocalittica”, ed e` quella che fa leva
sul costo di produzione non delle copie ma dell’originale. Ed e` qui che l’abisso
di follia piu` pura dell’animo umano
si scatena entrando a gamba tesa su ogni
osservazione ragionevole.
Questo capita soprattutto nella musica, ma anche in altre forme d’arte
(diverso e succoso il caso del software, che ricordiamo e` anche arte). Comunque
teniamo sempre l’esempio musicale. Ora, l’argomento
che viene portato e`: comunque vengano prodotte e diffuse le copie
di un pezzo questo ha richiesto lavoro e mezzi per essere originariamente prodotto.
Per questo, preso atto che non lo e`, bisogna “blindare” ogni singola copia
come se fosse un oggetto fisico.
Infatti se non la poniamo sotto copyright tradizionale garantendo un compenso
all’autore questo che incentivo avra` a produrre musica?

boom!

Morti e feriti.
Come se la musica fosse nata ai primi del 900 assieme all’industria musicale, e
la sua esistenza dipendesse da essa. Come dire che John Lennon avrebbe buttato
nel cesso “Imagine” se nessuno gli avesse garantito un vitalizio
legato alla pubblicazione del pezzo. Come se il classico ragazzino di 16 anni
che strimpella e ha delle idee che vuole incidere e far sentire,
informato dalla madre della chiusura della SIAE e del fallimento delle
principali major, dicesse “beh allora basta chitarra, da oggi mi drogo senza
scopo”.
Come se la musica fosse per forza diversa da pittura, danza, teatro
e mille altre forme d’arte per le quali milioni di persone spendono tempo
e denaro senza nemmeno aspettarsi che diventino una professione (pensate!).
Come se fosse normale essere pagati per far niente, mentre tutti gli altri vengono
pagati solo ed esclusivamente a performance.
Come se il meccanismo del copyright portasse a una buona qualita` della musica
circolante. Come se le persone
aventi un reale ritorno economico dal copyright fossero piu` dei
vincitori di lotterie miliardarie. Come se la produzione e la fruizione di un
prodotto potessero essere favorite da una limitazione imposta alla
circolazione dello stesso.

Andiamo avanti? No, mi e` venuto il nervoso. La terza via nella prossima puntata.

in anticipo sulle prove

sopra la panca la capra campa!