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e intanto nell’ombra…

in ambienti malfamati muove i suoi passi la musica libera…

“…may day may day… emergenza… mi ha rapita un pazzo che mi
fa cantare melodie sconcertanti…”

“…il terminale e` impazzito… scorrono testi a casaccio… e poi c’e` un misterioso lampione sci-fi… ma… omg! AAAARGH!!!”

…altre malvage e sovversive canzoni sotto copyleft si stanno per abbattere
su di voi…

digitale #3 – shiny shiny

prosegue la serie sul digitale, introducendo il punto di vista tecnico/commerciale, diciamo "corporate", che di ripercussioni ne ha a iosa. Premessa:

Cio` che vedete qui sopra e` forse l'oggetto piu` sovversivo della storia della riproduzione audio e non, messo in commercio tanti e tanti anni fa in un evidente momento di distrazione generale. La vecchia, sana e cigolante "cassetta", guarda un po', rimane tuttora il supporto su cui in assoluto e` piu` semplice ed immediato registrare da qualsiasi sorgente, e al massimo si puo` pareggiare. Col passare degli anni sono usciti il CD, il DVD, i lettori mp3 portatili, feticci di ogni tipo. Bene, tutta la musica in stereo che esce da essi e che uscira` dai loro successori neanche cosi` immediati puo` andare a finire su una cassetta premendo "REC" e nessuno puo` fare un bel niente per impedirlo perche` le leggi della fisica si fanno un baffo di quelle sul diritto d'autore. Maxwell batte la RIAA per k.o. alla prima ripresa. E la qualita`? Non e` certo altissima. Ma nemmeno cosi` bassa come si e` cominciato a dire al momento di farla sparire dal mercato. E in ogni caso ai piu` non e` mai fregato granche`, anche se la pubblicita` ha fatto credere a tutti di capirne qualcosa. Fine premessa.


Da un punto di vista industriale "digitale" significa un aiuto enorme nel ciclo produttivo. Significa che posso prendere il master originale di una registrazione audio e farne in un tempo zero N copie esatte da mandare in tempo zerovirgolacinque a N fabbriche perche` producano, con macchinari assai semplici e a basso costo, N-mila oggetti con sopra altrettante riproduzioni esatte da mettere sul mercato. In altre parole significa aumentare i guadagni riducendo le spese grazie alla riproducibilita` dell'informazione digitale, specie se nel contempo si impedisce alla gente comune di trarre beneficio da questo stesso concetto. E` per quest'ultima causa che si battono i soggetti legati all'industria musicale (e non solo). Mantenere l'esclusiva sui vantaggi del progresso tecnologico e lasciare i clienti nel medioevo a pagare dei dazi per fare cose ovvie e banali ("Un fiorino!"). Senza contare che i supporti digitali si prestano bene a un sacco di campagne di marketing, cosi` suggestivi… luccicanti…

…come il Compact Disc.

Tutto e` iniziato cosi`, per certi versi. L'audio digitale era ormai una realta` concreta e utilizzabile. Il vinile non dava sufficienti margini e non copriva tutti i tipi di situazioni e utenti. La cassetta, suo complemento ideale quanto a copertura del mercato, era pero` il pericolo incarnato, era la musica che circolava fuori dai negozi autorizzati, bisognava toglierla di mezzo in favore di mezzi piu` redditizi e meno problematici. E giu` di "libera" concorrenza, signore e signori buttate tutto nel cesso perche` e` arrivato il CD, che vi offre: 1) una qualita` audio del tutto simile, solo con difetti di diverso tipo 2) un minutaggio del tutto paragonabile (ad essere buoni) 3) maggiore ingombro 4) maggiore fragilita` 5) gravi difficolta` per applicazioni portatili tipo walkman 6) prezzi piu` alti 7) una penosa difficolta` di scrittura (al di fuori degli efficienti apparati su scala industriale, of course) 8) poca o nessuna possibilita` di riutilizzo
Qualunque cosa sia saltata fuori dopo i dati di partenza erano questi, e il concetto di "file audio", l'unico reale passo in avanti, stava ben imboscato. Di fatto cio` non serviva a nessuno ma si sa, purtroppo esistono quei potentissimi strumenti chiamati sogni e miti, da millenni saldamente nelle mani di chi detiene potere in qualsiasi forma, per i quali anche un banale acquisto non e` quasi mai una decisione lucida. Per non dire che casualmente la qualita` dei nastri precipito` in caduta libera. Insomma l'industria aveva a mano l'utopia malata di un 33 giri caro che suona come una cassetta, peraltro ottimo per la pubblicita` grazie alla sua aria postmoderna e al poter saltare le tracce senza aspettare riavvolgimenti (uuuh la Rivoluzione… vive les jacobins…).
Salvo poi internamente usare tutt'altro, perche` il CD era ed e` una ciofeca. E il tutt'altro guai a farlo uscire… si veda ad esempio questa triste storia legata al DAT.

Il resto della storia, dal CD in poi, e` stata una costante lotta dell'industria musicale (ma non solo) per impedire la diffusione degli stessi progressi tecnologici utilizzati internamente. E ci ritroviamo con i prodotti piu` diffusi, pubblicizzati e di moda che non registrano una mazza di niente, puro medioevo. E chissa` in quanti uffici giocano a freccette con la faccia di Henry Ford. Ma altrove c'e` chi non ha dimenticato cosa poteva fare con una banale cassetta, e ha capito al volo i risvolti del digitale un pelino piu` importanti del "saltare le tracce"…il resto fu masterizzatori, peer to peer, una progressiva ripresa di coscienza e il nascere di nuove istanze. Sembra incredibile, ma ci sono cose piu` forti del marketing.

Gia`. Non tutto e` perduto.


Nella prossima puntata altri discorsi e considerazioni…

yue @ radio fujiko

Stasera nuova trasferta Bolognese per 4/5 del gruppo,
parteciperemo infatti alla trasmissione SQV (smetto quando voglio) in onda dalle 23:30 alle 02:00 su Radio Citta’ Fujiko.
Potete sintonizzarvi analogicamente su FM 103.1 oppure digitalmente sulla diretta online.

gli altri #4 – fonetik

Eccoci ad un nuovo appuntamento con “gli altri”,
la nostra quasi-rubrica a-periodica con cui tentiamo di pubblicizzare altri artisti free che ci piacciono.

Questa volta di parliamo dei fonetik, un gruppo elettro-jazz composto da: Styfen Rimbault (batteria), Laurent Salino (basso), Lilian Masnada (chitarra), Karim Maurice (tastiera), Lionel Moreau-Flachat (sax) e DJ Mart1 (piatti).

L’album, demo (scaricabile qui da Jamendo), e’ breve ma immerge subito in una calda atmosfera in cui vari riff jazz dialogano amabilmente tra loro.
Ora basta, andate a scaricarli, RAUSS!! 🙂

interview

si parlava qualche post fa del nostro allucinante Linux Day… nel mezzo di quella giornata certamente faticosa ma anche ricca di soddisfazioni e` successo che abbiamo rilasciato un'intervista per Radio Citta` del Capo in merito alla nostra attivita` musicale e al nostro approccio alla musica libera in generale.

Orbene, ecco qua l'intervista!, la pagina completa con presentazione e commenti vari e` questa.
La nostra parte comincia al terzo minuto del file in questione, comunque se vi va sentitelo pure tutto che si parla anche del Linux Day e di tante altre cose interessanti.

Due precisazioni:
– la tremenda voce con un accento emiliano piu` biascicato dell'inglese parlato da Nicky Hayden e` la mia, gia` e` discutibile di solito poi quando dormo poco diventa cosi`
noi non siamo d'accordo con quanto dice il ragazzo intervistato prima di noi su come vanno le cose nella musica libera, generalmente cio` che succede e` piuttosto che i gruppi di base partono gia` da subito con un approccio per nulla libero nonche` tremendamente anni 70… non conosco grossi esempi di "abbandono" delle Creative Commons dopo aver raggiunto una certa fama
– noi non sputeremo mai nel piatto dove adesso mangiamo… ma si trattava solo di una battuta su cui ci siamo ampiamente chiariti

Intanto ringraziamo Radio Citta` del Capo per l'interessamento nei confronti nostri e della musica free in generale!

le cinque teste

Nuntio vobis magnum gaudium: habemus header!

Complimenti al Bagna per il copiaincollaeffetta fatto con Gimp!

digitale #2 – give me gin&tonic

proseguiamo con gli articoli di questa buffa serie…


Da un punto di vista un po’ piu`, bah, conoscitivo, filosofico, insomma
avete capito, digitale e` un concetto che va di pari passo con il senso
del limite. Tutto sommato per noi miseri umani e` qualcosa di naturale:
nel momento in cui proviamo a spiegare come funziona questo mondo tutto
matto scopriamo ben presto di non farcela. Per i limiti dei nostri sensi,
per la durata limitata della nostra vita (cosi` dicono, ma per fortuna
devo ancora verificare), per i limiti dei nostri linguaggi. C’e` anche
quella cosa chiamata principio di indeterminazione, ma questo e` saltato
fuori dopo.

In ogni caso e` probabile che i nostri antichi progenitori, che
certo non conoscevano la fisica quantistica, si siano ben presto accorti
di non riuscire a comprendere il mondo attorno a loro. Cosi`
hanno cominciato a ragionare in termini di oggetti concettualmente separati
che interagiscono tra loro: una pietra, un albero, un osso, ecc… ed ecco
aperta la strada ai numeri. Gia`, perche` senza separazione niente numeri.
Poi? Poi succede che ogni angolo di mondo cosi` suddiviso, anche uno
stupidissimo sasso, ha un contenuto informativo comunque inarrivabile (se
non vogliamo usare la buffa parola “infinito”, che tanto hai voglia
a distinguere questi due concetti su esempi concreti). E fu allora che i nostri
antenati primitivi reagirono da veri uomini facendo spallucce ed
esclamando “eh vabbe`”.
Parliamoci chiaro: ho un’asse di legno e con un
metro decreto che e` lunga 1 metro e 70. Si`, potrei
fare una misura piu` precisa e includere i millimetri. Si`, potrei arrivare al
15esimo decimale con strumenti piu` precisi. Ma da un lato mi restera` sempre
il dubbio di non essere arrivato all’ultima cifra non nulla, e quindi
di non avere mai una conoscenza completa di un oggetto a prima vista banale
esaminato secondo un parametro a prima vista banale, la lunghezza, e quindi
di stare correndo a vuoto verso un traguardo che si sposta.
Dall’altro mi restera` sempre in mano il fatto che se ho un fosso largo 1
metro e 30 posso usare quell’asse per passarci baldanzosamente sopra
e dimenticare in tutta tranquillita` le frustrazioni di un povero essere
mortale, limitato
e autocosciente. Inoltre potro` sfruttare la comunicabilita` della
cifra “1.70” per realizzare altre assi analoghe. Potro` applicare questi
concetti per la costruzione di oggetti, case, strutture via via piu`
complesse. Potro` dimenticare la parte di mondo che non so raggiungere
per costruire un altro mondo alla mia portata.

Sorge cosi`, dal riconoscimento dei nostri limiti e dall’adozione massiccia
dell’approssimazione, l’era digitale. Nasce cosi` un mondo semplificato
dove l’uomo e` Dio, e puo` comprendere, creare, comunicare, replicare e
distruggere in relativa tranquillita`.

Un mondo nel quale oggi possiamo prendere una canzone cantata da un artista
in chissa` quale angolo di mondo, con chissa` quale atmosfera, chissa` quale
stato d’animo, chissa` quale pubblico, tradurre tutto in numeri
dimenticando le parti di questo evento che non si prestano a questa
operazione, e da questi numeri creare infiniti eventi musicali
in infiniti lettori audio in ogni contesto ed angolo di mondo.

…almeno per il valore modesto che qui ha la parola “infinito”…


E ora alleggeriamo il post: CHUCK NORRIS, OASIS GONNA LIVE FOREVER,
5M0k3 2 J01n75, FIGHT FOR YOUR RIGHT TO PARTY, MARACAIBO MARE
A FORZA 9, FORZA MAGICA REGGIANA, FORZA VALE46, W LA FIGA
.
Aaaah, scusate ci voleva.

Nella prossima puntata discorsi decisamente piu` terra terra…

Linux Day, ce la possiamo fare

(la giornata di ieri si merita un post per definizione)

Disclaimer: dato per assunto che alle feste di laurea la gente ha la tendenza a perdere la propria dignita', non racconteremo di come e' andata la festa di laurea della cantante, in primo luogo perche' non c'eravamo, in secondo luogo perche' nemmeno lei se lo ricorda proprio bene.

Detto questo, ecco un breve resoconto della giornata del Linux Day dei rimanenti 4/5 degli Yue:

Mattina: 2/5 degli yue partono alla volta del LinuxDay di Reggio Emilia (istituto BUS Pascal) per preparare lo stand audio/video. Il pubblico (almeno nella mattinata) e' composto da stuoli di ragazzini/e che ricercano il giusto connubio tra il "vedo cose fiche" e il "e poi salto la lezione".
Nel mentre, i due chitarristi sono invece impegnati a lottare contro l'abominevole tangenziale di Bologna in direzione Casalecchio di Reno, non parteciperanno infatti al Linux Day di Reggio Emilia ma solo a quello di Bologna. La loro impresa restera' comunque epica.
Ora di pranzo: dopo aver smontato lo stand e fatto una fugace pusa pranzo, la frazione rimasta a Reggio Emilia parte per Casalecchio di Reno per raggiungere gli altri al Linux Day di Bologna e, non in unltimo, tenere un talk sull'audio digitale.
Fine del talk.
Breve intervista del Tore per Radio Citta` del Capo.
Pomeriggio/sera: fuga assoluta al Linux day di Portogruaro (VE).
Concerto.

28th Oct 2006: Yue live @ linux day, Portogruaro (VE)

Pizza (chi piu' chi meno)
Ritorno (si legga "viaggio-della-speranza"), 270Km di cui minimo l'85% nella nebbia

…E al primo ceffo che grida "viva la Padania", scatta la follia e la viulenza.

yue international

e` vero, tempo fa proclamammo che avremmo cominciato a postare massicciamente in inglese, la cosa e` palesemente naufragata perche` c’e` troppo da pensare

tuttavia

rendiamo partecipi tutti della recente internazionalizzazione del sito degli Yue! Infatti dopo la ovvia versione in italiano e quella in inglese sensato ora ci affacciamo verso l’estremo oriente con due nuove varianti:

– Versione Cinese!

– Versione Giapponese!

Per cui se avete amici in Cina e in Giappone siete pregati di spargere voce, ci teniamo a farci sentire in ogni angolo del mondo!

hackmeeting: la prova

e’ uscito da qualche giorno il servizio girato all’hackit06, evento molto “smanettone” tenutosi a Parma il 1, 2, 3 Settembre 2006 ed al quale abbiamo preso parte durante una delle sue serate.
Il servizio e’ stato girato da Luigi Boschi di Arcoiris Tv, che ringraziamo molto per la disponibilita’ e l’interesse che ha mostrato verso il nostro progetto.
Arcoiris Tv, per chi non la conoscesse, e’ una televisione che fa informazione indipendente e che trasmette via web, tutti i suoi filmati ed i suoi servizi sono dunque liberamente scaricabili e/o disponibili via streaming.

Per vederci clicca qui se hai una connessione ADSL, o qui se hai una connessione 56K