Proseguiamo nel delirio cominciato tempo addietro… per ora si continua ad attaccare,
in particolare i miti e i sogni, i vostri sogni malati, che
noi Yue odiamo. Andiamo per punti ma a caso:
Il sogno di diventare una star: e` sempre di moda tra i nostri colleghi l’obiettivo
di “farcela”. Diventare ricchi e famosi con la musica e abbandonarsi a una vita
da rockstar e` il sogno di un sacco di musicisti. Per questo pare completamente ovvio
affidarsi a chi ha le chiavi del successo, cioe` produttori, arrangiatori, in altre parole
l’industria discografica. I concetti che sottendono a tutto cio` sono aberranti, del tipo:
il pubblico non decide niente e io voglio fregarlo con
l’aiuto dei potenti del settore. Sfruttare il copyright diventa completamente
ovvio, giacche` e` un modo perfetto per lavorare una volta in sala d’incisione e
guadagnarci denaro all’infinito vita natural durante. Voglia di fare, lavorare e
sperimentare neanche a parlarne.
Un classico esempio di idolo secondo questa visione e` Madonna, che per un sacco di gente anche non
del suo pubblico e` “un mito” perche` “ce l’ha fatta”. Ce l’ha fatta a far cosa? Esiste
un’elite di personaggi costruiti che vengono coperti d’oro, piu` per alimentare
il loro stesso redditizio mito che per altro. E la gente che fa? Li manda a cagare? No, sogna
di far parte di questa elite. Noi ci schieriamo contro questa ideologia malata.
Il sogno di diventare una star indipendente: poi ci sono quelli che fanno gli
alternativi, quelli che non gli interessa mtv, che puntano a un mercato di nicchia di gente
intelligente e per questo fanno le stesse identiche cose dei loro colleghi
“commerciali” solo lavorando per piccole case produttrici che avendo meno soldi hanno meno occasioni
per nuocere al prossimo. Questa scelta ha il suo perche`: comunque non si lavora,
si scopa tantissimo, si puo` fare gli intellettuali e far passare per profonda qualsiasi
frase si dica. Perche` mai la scena indipendente dovrebbe essere meglio di quella
mainstream non e` in genere dato saperlo, comunque le fonti di guadagno sono le stesse e tra esse
rimane in primo piano il limitare l’accesso del pubblico alle proprie opere tramite
il diritto d’autore, e SIAE e compagnia bella non vengono mai seriamente messe in discussione.
Cosa che secondo logica va completamente contro a
quelle che teoricamente dovrebbero essere le aspettative di un artista, cioe` di
diffondere la propria opera.
Il sogno di non lavorare: la cosa in comune a tutti gli approcci di cui sopra
e` il voler campare della propria arte. Il che se ci pensate e` di una presunzione non trascurabile.
Spesso e volentieri si aggiunge che senza l’incentivo dato dal diritto d’autore la produzione
musicale crollerebbe in quantita` e qualita`. Cioe` il ragionamento e`: un giorno John Lennon
si sveglia, scrive “A Day In The Life”, va all’ufficio SIAE per depositarla, scopre che
la potente armata del Copyleft ha fatto chiudere tutto e cosi` non potendo guadagnarci un
vitalizio sbatte via la canzone offesissimo. O per contro tanti
musicisti completamente privi di idee
pubblicano in continuazione dei cloni di cio` che c’e` gia perche` il marketing gli permette di vendere
e instascare un sacco di diritti, e questo dovrebbe essere una cosa buona. Tra l’altro
la figura di artista che si profila e` quella di uno che sta nella sua torre d’avorio
a fare un cazzo drogarsi e farsi le groupie, e un personaggio del genere ci dovremmo anche
aspettare che entri in sintonia con il sentire di noi pubblico che la mattina
ci svegliamo e andiamo a lavorare. Il concetto e` che per salvaguardare il sogno
malato di “farcela” ed entrare a far parte di una ristretta elite si sacrifica il diritto
della maggioranza delle persone che non “ce la faranno” mai a gioire liberamente dei frutti
della creativita` e dell’ingegno umano. La maggioranza perde.
Per questo gli Yue odiano i vostri sogni.
Il sistema si cambia dall’interno: in altre parole e` possibile lavare una merda
con acqua, sapone e olio di gomito e pensare di ottenere qualcosa di pulito. Falso.
Si` beh facciamo un bell’album con i pezzi che hanno
scelto loro perche` oh, bisogna pur fare qualche compromesso per entrare in un sistema
e cambiarlo. Si` beh facciamo pure l’arrangiamento come ci dicono, dopotutto non cambia
molto, se ci impuntiamo non entreremo mai nel sistema per cambiarlo. Come dite? Una
ritoccatina al testo? Ma si dai in fondo neanche a me piaceva tanto. Mettiamo l’anti-copia
sul CD? Beh dopotutto e` l’unica strada per pubblicare la nostra musica, dopo la gente
sentira` le nostre idee e il sistema crollera`. Come dite? DRM? Cos’e`? No che non mi
preoccup… oooh ma… quella e` erba??? Come dite? Ci sono delle nostre
fan in camerino? Ok allora per il prossimo pezzo ci pensano l’arrangiatore e il fonico
con un paio di turnisti? Sissignore, cambiate il sistema mi raccomando! Il 10% di diritti
sul pezzo “Change The System”? Quanto e`? UUUH CHE FIGATA!
Fare diverso e` utopia: ora, anche fare un sacco di soldi senza motivo di solito
e` un’utopia. Anche limitare
la liberta` di molti a vantaggio di pochi senza una reale giustificazione che non sia un
indistinto balbettio. Anche affermare che un numero possa essere oggetto di proprieta` privata
e limitazioni d’uso (gia` perche` per la cronaca una canzone in formato digitale e` una sequenza
di 0 e di 1 cioe` un numero) e guadagnarci. Quella si` che appare un’utopia, se uno ci ragiona
un secondo! Tuttavia la cosiddetta industria musicale e in generale chi lucra
sul diritto d’autore ce l’ha fatta benissimo a realizzarla e la sua arma principale per mantenere la sua posizione
di assurdo privilegio e` proprio girare la frittata e far credere che il resto
sia utopia.
Noi preferiamo partire da un’altra “utopia” che col passare del tempo ha mostrato di non
essere tale, cioe` il meraviglioso spirito che negli ultimi 20 anni ha animato il
Software Libero e lo ha portato senza recedere di un passo dalle idee di base ad uscire
dagli antri oscuri e splendidamente fricchettoni in cui e` nato per sfidare gli assurdi, inefficienti
e noiosi monopoli del software proprietario (con ottimi e crescenti risultati). Questo spirito sta
iniziando a contagiare altri settori e noi crediamo, e non siamo soli, che sia giunto il momento
per l’arte e la musica libere di giungere alla ribalta. Se mettere al centro la passione e la voglia di fare sta funzionando per il software, a maggior ragione puo` funzionare per arte, musica e letteratura!
Dopo aver messo tutta questa carne al fuoco, rimandiamo considerazioni piu` operative (nonche` la
risposta alla celebre “osservazione dello
Spyro” alla parte terza di questa
catena di post…
“A lavorare
andate a lavorare
a lavoraaaareeeee”
(Anonimo)
12 Comments
noo non dovete odiare i nostri sogni (mi ci metto anche io visto che quello di non lavorare è allettante)… Restano sogni ma come si farebbe senza?
p.s. Torelizer, l’inno di voi reggiani è bellissimo^__^
senza? se ne fanno di migliori:)…
Ah la mia osservazione è famosa? E ha anche un nome scientifico?
software libero?
come Fantozzi, di fronte la propsettiva di un rutto libero, ne siamo entusiasti.
Signori, se viviamo, è per calpestare i re.
Tivibbì
Ciao, sono Davide e vorrei invitarti sul mio Blog per partecipare
a un breve questionario per la mia tesi.
Te ne sarei veramente grato…
Please, Help me!
P.s. sul Blog trovi tutte le spiegazioni.
si` il nome scientifico e` “Osservazione dello Spyro” (solo scritto in caratteri seriosi)
OT- Per Torelizer- Ma qul era l’altra metà?
^_^
sorry, non ho capito…
Dai dai dai, sbottonati!
U_U uhmmm
A proposito di rete, comunità, crescita, scambio… sto ascoltando Lec Refrigeration Team. Appena scaricata da Jamendo… per niente male.
Saluti
cerco di sfogare tutta la mia rabbia ke normalmente devo reprimere perke sennò riskio di essere sempre la solita acida stronza e scorbutica.almeno se mi sfogo sul mio blogghino nessuno mi puo dire un cazzo perke quello è mio >_<
e cmq secondo me è meglio l aggressività U_U yuhuuuuh
Già.
Eppure esistono dei tentativi di lavorare sui linguaggi. Recuperare e adeguare.
Ma, si sa, tra il suono e la luce chi vince.
Prendiamo un’onda qualsiasi.