Comincio con una piccola puntualizzazione…
Noi conosciamo un sacco di gente brava e valida che lavora in circoli ARCI, e noi stessi frequentiamo spesso locali dell’ARCI (a cominciare dal Maffia che in passato ha anche ricevuto la nostra solidarieta` proprio su questo blog). Qui stiamo criticando l’operato dell’associazione nel suo complesso ma non ce l’abbiamo a morte con nessuno, semmai invitiamo le persone in gamba che ci lavorano ad aprire gli occhi su questa situazione. Non basta professarsi di sinistra o “alternativi” o non-so-cosa perche` le cose vadano bene, l’unica prova e` quella dei fatti.
Detto questo andiamo avanti… la volta scorsa si parlava di come i circoli facenti parte del (semi)monopolio ARCI si siano rivelati negli anni i posti peggiori dove un gruppo non-famoso puo` proporre la propria musica. Ognuno di noi, in aggiunta a cio`, e` parte del pubblico. Ora, quale dovrebbe essere la differenza tra un locale privato “commerciale” e un circolo facente parte di un’associazione con finalita` BLA BLA BLA…??? Semplice, il primo ti da la medicina: musica standard, rassicurante, sempre quella… divertimento in pillole per le masse. Dal secondo uno si aspetterebbe stimoli, non la solita pappa pronta, specie se l’associazione in questione va in giro a sbandierare finalita` sociali e appoggio a fantomatiche scene indipendenti.

Ora, qual e` la finalita` sociale di una “Notte della Taranta” al mese?
…e di un concerto dei Bluebeaters ogni mese e mezzo? (con tutto il rispetto per i musicisti in questione, la colpa non e` loro)
…e di feste open bar al mattino destinate ai ragazzini delle superiori? (successo anche questo). E dei party mensili ad invito con musica trash, finti sconti sul bere (che diventano reali con gli agganci giusti) e locali stipati al doppio del limite di legge?
Cos’e` che moralmente differenzia una settimanale overdose di combat folk da una settimanale overdose di house commerciale? Voglio dire: entri pagando tantissimo, vai al bar pagando tantissimo (a meno di non avere gli amici al di la del bancone), fai un po’ di vita sociale terra-terra… Ok, balliamo “bella ciao” ubriachi frusti ma…e poi? Questo fa di noi dei partigiani?
Che sostegno si da alla Musica dando l’80% dello spazio a gruppi cover di Vasco, Ligabue, U2, Queen e altre forme di metadone per il popolo bue?
Cioe` in sostanza che differenza fa tra un circolo dell’ARCI e un qualsiasi locale a scopo di lucro, tale da giustificare l’annuale schedatura tramite tessera e un atteggiamento da “noi siamo i piu` fichi, noi salviamo il mondo”??? Per quanto mi riguarda spesso e volentieri cambia in peggio, sia come trattamento ricevuto in quanto musicista sia per quanto riguarda l’obbligo della tessera.
Nella risposta data dall’ARCI all’articolo del Mucchio ci si lamenta del fatto che quest’ultimo avvalori la classica tesi qualunquista del “sono tutti uguali”… COL CAVOLO che sono tutti uguali, ci sono realta` private che hanno molto piu` coraggio! E questo senza neanche tirare in ballo il mondo dei centri sociali, che in generale esprime un interesse ed un apertura per le realta` minori nemmeno paragonabile! (addirittura udite udite si sostiene il copyleft…). Dall’ARCI vorrei piuttosto sapere qual e` l’obiettivo, sempre parlando di musica. Qualche generico mugolio contro la SIAE? Affiancare/sostituire un mainstream commerciale con un altro dalle stesse caratteristiche (ma tanti violini e fisarmoniche)???
Sinceramente da musicista emiliano (sia pure di sinistra come inclinazioni personali) spero in un declino di questo monopolio, che non sta davvero facendo granche` per chi suona, e spero anche di continuare a trovare date fuori dall’Emilia. Ben venga la polemica innescata dal “Mucchio”.
8 Comments
Sono totalmente d’accordo con te,a Milano la situazione è la stessa,poi come sempre non si può fare di tutta l’erba un fascio,ma in linea di massima…
non sono dentro l’ambiente ma mi sto facendo un’idea del problema, mi sa che sia parecchio dura per voi che suonate 🙁
Sono assolutamente d’accordo, senza estendere la critica ai singoli,però il sistema di sinistra-di facciata- imeprante qui a Reggio secondo me è orribile, all’interno degli Arci. E poi qui la tessera costa il doppio che nelle alte cittaà, credo…. (non per fare la pulciosa, ma…)
E io odio ballare bella ciao, e non bevo. Forse dovrei….
@neronda: io bevo, ma anche a me non piace ballare “bella ciao”.
..E poi basta con sto cazzo di nostalgicomunismo modaiolo scialbo e scontato!
io sono di sinistra ma per me la sinistra e` un’altra cosa diciamo:)
quanto a “Bella Ciao” a me piace cantarla con gli amici, i flautini irlandesi non c’entrano un cazzo, ma questa e` una faccenda marginale…
Tore..sono d’accordissimo, bel post.
E poi la taranta ha cotto il razzo..proprio come lo ska..echeppalle! A parte che per un pò non sarà un mio problema, ma è verissimo: il fuori orario ha la stessa identica scaletta da qualche anno a questa parte..
ho letto l’articolo e quello precedente. premetto che mi capita di collaborare con l’ARCI per lavoro.
senza offesa, ma mi sembra la solita storia della volpe e dell’uva. non vi fanno suonare dunque sono brutti e cattivi. ma procediamo per punti:
1) spiegami quali sono le realtà private che hanno più coraggio, a Reggio. no perchè a me vengono in mente il Kanaka (che cambia gestione ogni dieci minuti perchè nessuno riesce a far quadrare il bilancio. programmazione piena zeppa di coverone) il Klakson (qualcosina di interessante: peccato sia perennemente semi vuoto. anche qui cover, del resto). il Corallo ? cover di evanescence, guns’n’roses, addirittura LE
VIBRAZIONI!!! . al Cavern non so neanche chi ci suoni, mi aiuterete, spero.
io mi fermo. se qualcuno mi può dare una mano a trovarne altre, io faccio già fatica ora….
2) sulla generalizzazione è innegabile che tu ti sia morso la coda: solo guardando l’offerta dei circoli giovanili si spazia dal già citato Maffia (con una programmazione paurosa, nel suo genere), il Calamita e il Fuori Orari fanno robe totalmente diverse. così come il Bainait. per cui non si può certo generalizzare. il Fuori Orario avrà sicuramente i grupponi di cover, anche troppo! il problema è che i grupponi di cover il locale lo riempiono, mentre per gli Offlaga c’era il deserto dei tartari, senza tartari. e a fine mese, dei conti bisogna farli quadrare. essere un circolo non significa non dover pagare dei fornitori e delle utenze, del resto. stessa cosa per la notte della taranta. ragazzi, a me assassina i maroni, ma il locale è pieno in una maniera incredibile. come si può dargli torto ? semmai la colpa sarà della gente. anche se devo capire dove sia la colpa di gradire la taranta, boh.
rimane comunque il fatto che accanto ai cinque-sei gruppi che ci sono sempre (ci sono pur sempre da riempire una sessantina di serate all’anno, comunque…) spesso vengono osate robe diverse. e non sempre (vedi Offlaga) vanno bene
l’unico caso è il calamita, che avrà pure la sua offerta indipendente: e te lo credo, con cinquanta persone il locale è pieno, anche se la serata va male è un rischio che si può correre, no ?
il Bainait va avanti a dj set e a gruppi misconosciuti. peraltro è uno dei partner di montecchio unplugged, in cui suonano un 20-25 band che fanno dalle cover ai pezzi propri.
3) per la ragazza che è stata “truffata” sulla tessera ARCI: guarda che è un problema tuo. ogni circolo applica un prezzo diverso a loro discrezione in ogni zona d’Italia. loro pagano un prezzo fisso al comitato provinciale per l’acquisto delle tessere: poi fissano il prezzo che ritengono opportuno per i soci. solo i circoli giovanili hanno un prezzo “standard” (peraltro uguale a quello del Vibra, per dirne uno fuori città)
nel post precedente devo anche numerose inesattezze: a me pare che l’elenco prima smonti la teoria “è tutto ARCI” quando altre realtà sono ben presenti e sono elencate. ma fanno le STESSE cose. ANZI! rischiano molto meno.
concludo dicendo che per lavoro ho a che fare con decine di musicisti, e posso assicurare che il trend generale è quello di baciarsi i gomiti se suonano “tutelati”. poi vanno dal privato che gli dà il panino se gli va bene, da quello che concorda la serata premettendo “ragazzi ma quanta gente mi portate?” oppure da quello che gli dice di passare dopo tre mesi per cento euro. che culo, eh ?
perchè quello che tu imputi all’ARCI è una balla clamorosa: è piuttosto quello che succede nei locali privati, te lo assicuro.
ragazzi, mi spiace che non vi facciano suonare, ma evidentemente il problema è un altro: io comincerei a guardarmi in casa, per dire. anche perchè la critica è nello stesso tono di quella del Mucchio: qualunquista, senza dati oggettivi o fatti accertati, dettata prevalentemente da una probabile “rosicata”, in stile romanista dopo il derby…
presente comunque per ulteriori delucidazioni!
Ste
@ste:
Ci
fanno
suonare.
Risparmia lo sfotto` per altre occasioni.
Non c’e` alcunche` da rosicare dato che abbiamo gia` suonato in svariati ARCI, ed e` proprio per questo che abbiamo elementi per parlare cosi`.
L’esperienza diretta nostra e di svariati colleghi (se vuoi dei nomi dai un’occhiata ai commenti, ne avrei mille altri ma francamente…) forse non costituira` un “dato oggettivo” o un “fatto accertato”, ma e` quello che abbiamo in mano, qualunque cosa tu mi venga ad assicurare. Noi non lavoriamo con i musicisti, noi pur nel nostro piccolo lo siamo, ascoltare sarebbe piu` utile che raccontare a noi stessi come ci va la vita.
Se non conosci locali privati che si sforzano di proporre qualcosa di diverso e` perche` ce ne sono pochissimi e fanno una fatica boia. Potrei buttare li` la Vida Loca di Boretto (non perche` ci abbiamo suonato dato che questo vale anche per gli Arci… ma per la varieta` e il grande rispetto dei musicisti), centri sociali, persino l’Adrenaline ha avuto qualche positivo colpo di sole in passato. E al di la delle scelte di chi far suonare il trattamento riservato ai musicisti, come descritto nel post precedente, e` nel 99% dei casi nettamente peggiore negli ARCI, e non c’e` pezza.
Infine, questioni interne alla gestione e al marketing di locali e circoli non ci riguardano minimamente.
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