Oggi vi segnalo questo pezzo molto carino (“dramma in sei atti” ma e` breve e scorrevole) chiamato “The Future of Reading. Davvero un bel quadretto sul processo di involuzione che sta minacciando la circolazione dei libri e della cultura, invertendo la tendenza per la prima volta dai tempi di Gutenberg.

Anche se l’articolo non riguarda strettamente il nostro settore si puo` tranquillamente sottintendere che l’allarme in merito alla libera circolazione dei saperi e` uno solo e riguarda la carta stampata tanto quanto la musica o altri linguaggi. Sono tutti problemi di “circolazione” che affliggono la nostra civilta` ed esattamente come avviene in un organismo vivente devono essere curati, o sono destinati a rendere l’esistenza piu` breve e dolorosa.
Per questo vi dico cio`:
1. Quando esce un libro che vi interessa andate alla biblioteca piu` vicina, compilate il modulo e fatelo acquistare a beneficio non solo vostro ma di tutta la comunita`, in comodo formato cartaceo. Poca carta ma ben spesa, impatto ambientale molto ridotto e arricchimento per tutta la comunita`. Si`, e` una ripetizione. Ho detto 2 volte, e ora diventano 3, “tutta la comunita`”, per rimarcare il fatto che sto dicendo sul serio. Proprio cosi`. E` incredibile. Ora spegnete il plasma e aprite le finestre. La societa` esiste e viviamo in essa. Su`, riprendetevi. Se qualcosa e` buono per tutti lo e` anche per voi. Perche` nei tutti ci siete anche voi. La logica e` un animale straordinario eh? Coraggio…
2. Se c’e` un libro che proprio vi piace e contate di leggerlo piu` volte beh, compratevelo e amen. Anche qui, poca carta poca spesa e tanta resa (se poi sono molte centinaia e non poche decine i libri che volete assolutamente avere in casa vostra per uso privato questo costituisce un problema che dovreste risolvere, ebbasta con sto andazzo di giustificare qualsiasi capriccio perche` tanto siamo ricchi!)
3. Prima di comprare una merdata come il Kindle andatevi a leggere i pazzeschi “Terms of Use”. Dopodiche` mandate Amazon a mangiare dei cadaveri(tm) e tornate al punto 1.
4. Sostenete gli scrittori che pubblicano sotto licenze libere! Potete scoprire un sacco di roba bazzicando tipo il sito dei Wu Ming, o il blog di Antonella Beccaria, o ancora su Permessodautore.it o ancora cazzeggiando in giro… have fun!
13 Comments
lo ammetto.
faccio parte del gruppo che DEVE NECESSARIAMENTE avere in casa dei libri. una sorta di feticista della carta stampata. libri che leggo una o due volte, che poi sistemo accuratamente nella mia libreria…. e poi gioisco solo del fatto che sono lì. sono libri che ho amato, che mi hanno fatto capire molte cose, che magari mi hanno solo divertito, nella maggior parte dei casi sono regali.
anche ora che sono lontanissima da casa, non mi curo dei vestiti che ho lasciato nell’armadio, o delle piante da annaffiare. penso a quanto mi mancano i miei libri. e a quanto saranno impolverati!!! 🙂
Io sono due mesi che non leggo un libro per mero piacere… quanto mi manca!
io sulla licenza libera (in fatto editoriale, eh) non sono ben disposta. questo per vari motivi.
1- tutti possono scrivere con il copyleft, quindi considerando che troppe persone scrivono ma che nessuno legge, come valutare e premiare la qualità di un’opera? in base al riscontro ottenuto dalla “popolarità virtuale”? mi pare una motivazione debole
2 – l’editoria funziona malissimo in italia ma almeno quel 5% di diritti che spettano agli autori mi sembrano doverosi. se non ti chiami wu ming puoi scrivere quanto vuoi ma nessuno ti darà una lira. una sorta di rimborso morale non è doveroso per chi impiega tempo e passione scrivendo un libro?
mumble… il punto 1 leggo e rileggo ma non capisco il problema, puoi spiegare? Forse son suonato (niente di piu` facile)
Il punto 2 e` una questione che viene sollevata spesso anche per quanto riguarda la musica e altri campi. Per la musica rispondo che e` giusto essere pagati “a prestazione” (cioe` a concerto) o tramite donazioni. Le donazioni funzionano, nel senso che noi finora abbiam preso la manciata di spiccioli e i Radiohead i milioni di dollari che avremmo / avrebbero guadagnato col diritto d’autore, ne piu` ne molto meno… pero` senza rompere i coglioni alla gente appoggiandosi ad improbabili leggi accrocchiate e senza foraggiare la mafia dell’editoria che e` destinata a diventare sempre piu` inutile e parassitaria col progredire della tecnologia.
In letteratura c’e` l’handicap di non avere “concerti” (anche se qualche presentazione / lettura suppongo possa esserci) ma puo` andare in modo analogo, al gentile pubblico la scelta se sovvenzionare o meno gli artisti sulla base di quanto gli interessa la cosa…
Tutto cio` fermo restando che se uno necessita della certezza di un ritorno economico per produrre libri o musica o quant’altro e` meglio che non produca niente.
…a questo proposito (ieri sera avevo veramente sonno) aggiungo anche che a quanto mi risulta agli scrittori emergenti viene spesso chiesto di pagare cifre considerevoli per la pubblicazione del loro primo lavoro, prima di guadagnarci qualcosa bisogna in tutti i casi avere un minimo di nome (diritto d’autore o meno).
Vedila cosi`: pubblico un libro su internet sotto CC e metto un link per donare con paypal o robe cosi`, il libro lo leggono 5000 persone e io porto a casa 20 euro. Ok, e` poco. Pubblico un libro con un editore, lo leggono in 20 persone ma intanto ho pagato 5000 euro. Era meglio prima:)
Divento famoso e lavoro a contratto per un editore serio? Quel primo libro con tutti i suoi bei diritti e` in mano a una manica di stronzi che fanno soldi alle mie spalle senza avermi reso alcun servizio. Non sono uno scrittore pero` questi scenari li ho sentiti descrivere piu` e piu` volte.
@arte:
1. Il copyleft non è limitato solo all’ambito virtuale. E per premiare la qualità dell’opera trovo molto più giusto considerare la diffusione a l’apprezzamento dell’opera liberamente distribuibile, piuttosto che lo sbarramento o meno alla fonte di una casa editrice, che è quello che succede oggi nell’industria letteraria, in cui il lettore/consumatore non può leggere (e quindi giudicare e mettere in competizione con altri) una marea di scritti.
2. Il 5% spettante agli autori dà da mangiare una minima parte di privilegiati che vendono abbastanza libri, non necessariamente per capacità o qualità degli stessi, ma anche e soprattutto per ragioni di marketing/visiblità (vedi Bruno Vespa). Oltre questo c’è la marea di gente che paga per farsi pubblicare e distribuire da case editrici poco serie (se credi nel prodotto non ti fai pagare, se non ci credi non lo distribuisci), la marea di gente che pubblica guadagnando cifre insignificanti (quando guadagna) e la marea di gente che non pubblica affatto perchè aspetta un editore che creda nella sua opera.
Detto questo, nessuno obbliga Bruno Vespa a usare il copyleft, mentre per gli altri forse è una soluzione che può offrire più soddisfazione, più remunerazione e maggiore distribuzione.
Forse mi sono spiegata male io…
Vedetela così. Per quanto riguarda la musica, tutti scaricano brani, penso che sia noto… Ma per un libro è diverso. Chi è che legge un libro dal proprio pc? Gli e-books non hanno futuro.
Per cui, sarebbero pochissime le persone disposte a scaricare e leggere un’opera, anche se valida. a questo punto quali sarebbero i vantaggi del copy left? dubito che le donazioni con paypal avrebbero qualche valore e dubito che internet aiuterebbe la diffusione dell’opera. Vincerebbe la popolarità e il marketing: chi ha più contatti sarebbe più letto.
Sono d’accordo con voi se il copyleft è visto come alternativa alle case editrici a pagamento che secondo me non dovrebbero neanche esistere ma per il resto non so… Io sare molto scettica sul fatto di distribuire così una mia opera, ma parlo sempre per me!
@Spyro, in che senso dici che non è limitato all’ambito virtuale?
Il copyleft non è limitato all’ambito virtuale perchè in quanto licenza di pubblicazione è ovviamente valida per qualsiasi supporto tu scelga per distribuire la tua opera.
wow che bello state facendo dibattito senza andare offtopic:) Siete bravissimi!
Arte: il discorso del formato (cartaceo / elettronico) e` completamente slegato da quello delle licenze, forse il post e` un po’ fuorviante in questo senso. Fondamentalmente la polemica sul Kindle era per via delle terrificanti condizioni di uso (che potrebbero benissimo non essere cosi`), il suggerimento di usare le biblioteche era a sostegno della libera circolazione della cultura in senso lato, il suggerimento di promuovere autori che pubblicano sotto copyleft e` completamente generale, e prescinde dal fatto di leggere libri in formato cartaceo o elettronico o entrambe le cose (esattamente come un nostro CD preso a un concerto e` libero quanto i pezzi nostri che scarichi).
I vantaggi del copyleft sono gli stessi a prescindere dal medium, si tratti di di fare un copia-incolla o una fotocopia poco cambia (per non parlare della possibilita` di rielaborare e sviluppare un’idea altrui in opere derivate, che e` assolutamente la stessa in entrambi i casi).
Poi andando leggermente offtopic l’ebook ha sia un futuro che un presente. Non pensare solo a libri con finalita` artistiche, pensa anche a pubblicazioni scientifiche, testi scolastici, manualistica, normative, diritto civile e penale… sono tutti testi estremamente importanti che girano gia` in ogni formato e che personalmente vorrei vedere sotto licenze libere, a maggior ragione ora che sono disponibili anche in formato elettronico.
@Spyro: verissimo, però come farlo uscire di fatto dall’ambito virtuale se si è legati ad un editore che impone le sue leggi? A quel punto si apre tutta una serie di problemi legati al malfunzionamento dell’editoria in italia e anche slegandosi da un editore i costi sarebbero eccessivi per affrontare un discorso simile da soli
@Tore, ma certo io sono la prima a dire che la libera circolazione della cultura è importante, faccio anche il book crossing :D! Quello che mi lascia dubbiosa è il copyleft come sistema per la pubblicazione di un libro virtuale in alternativa a quello tradizionale. Però devo ammettere di non essere poi così informata. Parlando dell’ebook proprio i testi tecnici mi “spaventano”. Anche se sarebbe molto utile potere trovare libri elettronici, ad esempio per l’università , se non c’è una sorta di filtro, si potrebbero trovare manuali inesatti non credi?
p.s. ora vado OT 😀
la catena si chiama “dire fare baciare lettera testamento” non so che senso abbia….bisogna scrivere qualcosa per ogni capitolo
Arte sloggata
ot -la parola è “meme” non so perchè ma i giovani dicono così invece di “catena”….ciao
arte
ma io sono giovane:) “meme” lo intendo in senso piu` allargato, comunque vabbe` ho capito:)
Il copyleft comunque non ha quello scopo, anzi ben vengano i libri tradizionali ma con sopra il bollino creative commons o FDL…
Sui testi tecnici l’unica validazione e` data dal “riconoscimento dei pari”, anche dagli editori piu` tradizionalisti esce una marea di fesserie… tieni conto anche che un organismo di controllo e validazione puo` certificare anche testi sotto licenza libera, perche` no…
Carissimi, non ho letto tutta la vostra diatriba perché ho da fare :-), in ogni caso un mio amico mi ha appena segnalato questo:
http://www.debiancafe.org/debianhome.php
Magari lo conoscevate già , ma ho pensato potesse interessarvi…
Ciao
Matteo