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Concerto di Aphex Twin annullato all’ultimo secondo e non si sa nemmeno perche`?



io ODIO

noi odiamo, voi odiereste. W gli asteroidi.

Datemi una Porsche 917, datemi il Nordschleife Nurburgring. Girone di ferro? Persone di legno.

E` stata la fatina buona del cazzo.

avanti con la musica libera!

Dietro segnalazione del nostro collega LightKnight vi rigiro questa buona notizia: Kristin Hersh delle Throwing Muses ha scelto di passare dalla “nostra” parte, adottando licenze libere per i brani e facendo anche l’ulteriore passo di mettere i file “sorgente” originali delle registrazioni a disposizione di altri musicisti che volessero sbizzarrirsi in remix, opere derivate o simili.

(n.b. noi non lo facciamo per motivi di banda e perche` c’e` veramente da diventare pazzi prima di avere un setup software compatibile coi nostri lavori in studio, tuttavia se qualcuno volesse dei master originali multitraccia di Ardour, o dei MIDI o quant’altro non ha che da chiederlo e gli saranno dati con gioia

Comunque brava!:)

N.b. l’articolo linkato parla di un modello di distribuzione simile a quello adottato dai Radiohead con “In Rainbows”, in realta` si tratta di una mossa ben piu` radicale dato che i Radiohead stessi non si sono ancora espressi in merito a eventuali licenze copyleft (sarebbe bellissimo, ma sembrano non essersi posti la questione). Trovo molto interessanti queste riflessioni della stessa Kristin sulla questione, discorsi di ben altro spessore rispetto al gretto sedicente pragmatismo che sta lentamente mandando in crisi gli affaristi del rock’n’roll. Consiglio veramente la lettura ai musicisti e a chi ama la musica in generale, il suo approccio estremamente “comunitario” fornisce parecchi spunti di riflessione…

Per quanto ci riguarda siamo piu` che contenti di vedere musicisti piu` famosi di noi fare la nostra stessa scelta, e sara` un piacere ascoltare della musica che magari non avremmo mai sentito se fosse stata diffusa col modello tradizionale di copyright.


OFFTOPIC: io e Amber andiamo a Roma da Sara al nobile scopo di vedere Aphex Twin in concerto… WE LOL!!!

gli altri #12 – La Belge Electrod

In attesa dei Radiohead (lol) continuiamo a segnalarvi altri gruppi che come noi hanno scelto di pubblicare musica libera! Stavolta parliamo di La Belge Electrod, pseudonimo di un ragazzo belga assai bravo che finora ha pubblicato un album: “AudioDestruction Part I”

 

In attesa della Part II vi diciamo che si tratta di breakbeat / electroclash assolutamente da ballare (ne abbiamo abusato per il recente dj set all’XM24…), siccome al giorno d’oggi e` sempre piu` difficile trovare della sana elettronica ballabile non in cassa dritta vi consigliamo piu` che volentieri di scaricarlo su Jamendo!

Come sempre scegliete la musica libera! Buon ascolto!

p.s. per i pignoli… il #11 era poi dj Spooky…

nuovo singolo (mio) – Pointless

Esprimo disagio giovanile!!!

E per questo vi propino il mio nuovo singolo da solista

Pointless

(per maggiori info sul disagio giovanile consultare il blog di Dresdenbell, nella qui presente foto un paio di Yue e un paio no:)

Dunque perche` indugiare?

Scarica Pointless in formato mp3

Scarica Pointless in formato ogg vorbis

E gia` che ci sei votala su CCHits!

Compulsivamente.

Come sempre buon ascolto, ogni feedback e` benvenuto!

eppur si muove

A forza di dai e dai e dai che ti ridai il copyleft fa i suoi bei passettini in avanti, lo dimostrano le recenti notizie secondo cui la SIAE (udite udite, proprio loro) ha avviato un "progetto pilota" per il riconoscimento delle licenze CC e simili, in pratica delle licenze libere circa piu` o meno quasi come quelle che usiamo noi. E che attualmente non potremmo usare sotto la SIAE stessa.

…questa immagine non c'entra una mazza pero` ci stava tutta…

E` interessante anche leggersi il relativo approfondimento sulla questione, che evidenzia da un lato una certa timidezza nell'approccio alla questione (mi stupirei del contrario ad onor del vero), ma dall'altro una buona propensione di fondo a dare ai musicisti la facolta` di decidere in merito alla diffusione delle proprie opere, che tutto sommato e` un buon punto di partenza. In attesa di una dittatura degli Yue che imponga l'utilizzo di licenze free su tutto tramite l'invio a casa vostra di cupi funzionari in polverose uniformi sovietiche, seguiamo con interesse gli sviluppi della vicenda contando nel positivo contributo di soggetti come Free Hardware Foundation e lo Sportello Liberius di Frontiere Digitali.

Un "lo sai poi sempre dopo" e` d'obbligo, comunque staremo a vedere… dopotutto non puo` sempre andar male no?

Yue DJ/VJ-set in Bologna – XM24

Con il solito entusiasmo vi invitiamo Sabato 3 Novembre a Bologna per la festa di inaugurazione della “Ciclofficina Popolare Ampioraggio”:


Come vedete noi ci esibiremo per primi, la richiesta era elettronica ballabile per muovere la festa e noi rispondiamo con tanta legna (DJ-set ma anche qualche insertino live movimentato vedrete che ci scappa) e tanta video-art! LOL! Ovviamente il set tiene impegnati perlopiu` me e Andrea, per cui state attenti agli altri che saranno molestissimi e vi attaccheranno pezza!

Beh, per una volta non ci tocca scrivere informazioni tipo orario e luogo (che spesso non sappiamo nemmeno noi) perche` c’e` il volantino quindi non mi resta che dire che sara` certamente una bella festa, insomma non mancate!!!

no comment

no alcohol ?

No alcohol after 2AM?
Why?

digitale #5 – try before you die

Avanti con la serie “digitale”, per chi fosse disorientato l’ultimo post della
serie era questo,
a parte l’interludio scherzoso sulla Avril…


Abbiamo passato in rassegna tanti punti di vista possibili sul concetto di
“digitale” in senso lato. Come e` tipico della nostra societa` manca quello
dei semplici cittadini, sempre piu` inglobati nelle sovrastrutture economiche
(ed ideologiche) che li dominano anche e soprattutto inducendoli ad
identificarsi in esse.

A questo non si rimedia piu` di tanto.
Per cui, lungi da me il farmi interprete di una volonta` popolare che al
momento non esiste, vi trasmetto il mio punto di vista che con una certa
approssimazione puo` essere detto nostro, nostro nel senso di chi come
noi promuove la libera circolazione dell’informazione digitale. Almeno,
io credo che possa essere condiviso in buona parte da questa piccola fetta di
popolazione, se poi mi sbaglio pace, ditene altri.

L’utilizzo dell’informazione digitale e` parte integrante del nostro stare al
mondo, e` antico come i numeri e radicato nella nostra cultura; le tecnologie
emerse negli ultimi decenni non fanno altro che agevolare la codifica di una
parte di mondo in digitale e la sua riproduzione e trasmissione nello spazio e
nel tempo (beh, solo in avanti ovviamente…). Gli eventi e gli oggetti che ci
circondano non sono informazione digitale, cosi` come pensieri e sensazioni che
rendono la vita degna di essere vissuta, ma sempre piu` spesso sono frutto
piu` o meno diretto di qualcosa di digitale e possono essere parzialmente
codificati in essa. Per questo ogni contenuto digitale e` potenzialmente una
fonte di ricchezza inestimabile per tutti. Digitale e` la ricetta di un farmaco
salvavita, digitale e` il file compresso che contiene una canzone, un quadro o
un libro, digitali sono le leggi e le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro,
digitale e` un dibattito scientifico o filosofico su un forum, ma anche
una ricetta, un manuale di istruzioni, un testo scolastico, un quotidiano, una
poesia.

I costi per la produzione di questi contenuti sono talvolta alti, ma comunque
briciole rispetto ai benefici che se ne possono ricavare. I costi per la
riproduzione e la trasmissione di essi non sono forse nulli, ma pressoche`
trascurabili. E allora liberiamo il digitale! Un mondo nel quale
la scoperta di una medicina si trasforma immediatamente nella possibilita` per
tutti di fabbricarla non e` forse migliore? Un mondo nel quale una norma
antincendio puo` essere consultata da chiunque in ogni momento senza sborsare
denaro non e` un luogo piu` bello? Un mondo nel quale ogni progresso tecnologico di un singolo
diventa stato dell’arte acquisito da tutti, e dove le aziende non sono costrette a
reinventare ogni volta la loro versione dell’acqua calda perche` qualcun altro l’ha
brevettata, ma piuttosto dedicano le loro energie a innovare sul serio o a
lavorare di meno, non e`
un mondo piu` sensato? Un mondo dove un mio amico puo` passarmi una nuova
canzone che ha sentito, legalmente e alla luce del sole, e io posso usarla come
base di partenza per un mio lavoro creativo, non e` un posto dove vorreste
vivere? Beh, con la tecnologia odierna tutto questo e` fattibile. Anni fa no, oggi si`.

Qualcuno potrebbe dire che ci rimette. C’e` chi campa di brevetti, chi
procura il cibo ai suoi figli con le royalties. Anzi, per la verita`
molti potrebbero fare osservazioni di questo tipo, la chiusura
dell’informazione digitale (cioe` la negazione arbitraria della sua natura) e`
un principio cardine di una buona fetta dell’economia in cui siamo immersi fino
al collo come in un lago di stronzi. C’e` qualcosa sotto di assurdo. E` assurdo
come il bene comune sia costantemente sacrificato per mantenere artificialmente
in vita un sistema che vuole dirsi di libera concorrenza dove di libero non c’e`
un bel niente. E` assurdo come i singoli individui o soggetti economici per
paura di un singolo svantaggio (rinunciare alla frazione dei propri introiti
strettamente legata alla vendita di proprieta` intellettuale) rinuncino a priori
a una valanga di vantaggi sia economici (drastica riduzione delle spese,
formazione, utilizzo e rielaborazione di idee altrui) sia NON economici. Lo
stesso sedicente pragmatismo, che porta i piu` a difendere l’idea balzana dei
contenuti digitali come prodotti “fisici” da mettere in vendita, non e` altro che
l’idea malata che ci fa spendere le nostre energie, giorno dopo giorno, per
alimentare un vuoto ed inutile gioco di piccole e grandi signorie economiche,
dimenticando cio` che dovrebbe essere ovvio e cioe` che e` meglio stare
meglio
.

Ok, sto divagando. Del resto sto divagando perche` posso. Non sto
vendendo niente, sto solo mettendo in giro un contenuto digitale di cui chiunque puo`
fare cio` che vuole ai sensi di una licenza Creative Commons che e` una
festa
ora potrei anche inserire questo:

perche` tanto di questa pagina potreste prendere solo i pezzi che vi aggradano e
usarli come vi pare, non siete obbligati a tenervi anche le stronzate. Anche
questa e` liberta` digitale
. Anche aprire una fabbrica di apparecchiature mediche a basso costo
senza che uno stupido brevetto lo impedisca, aiutando migliaia di persone a non
morire e facendoci magari anche dei soldi (alla faccia del cosiddetto pragmatismo). Anche
leggere un report di misure effettuate in un acceleratore di particelle, e fare
la scoperta che gli scienziati li` sul posto non hanno saputo vedere. In campo
artistico poi non dovrebbe neanche porsi vagamente il problema, noi siamo liberi e
non vi stiamo vendendo niente, e questo non ha prezzo.

Liberiamo i contenuti digitali e, rinunciando al controllo assoluto dell’uso di
quelli prodotti da noi, riceveremo in cambio quelli prodotti dagli altri.
Suggerimento: gli altri sono molti di piu`. Trasformiamo un bene privato in
un bene comune senza la minima spesa, cosa possibile solo in digitale,
ed avremo un mondo via via migliore. Suggerimento: noi viviamo nel
“mondo”.

Ok, basta catechismo. Ognuno poi ha la sua di testa:)


Con questo dichiaro chiusa la serie, a meno che non mi venga l’ispirazione –
in verita` faccio un po’ come mi pare, LOL. Per il momento l’ho taggata, trovate tutte le puntate qua

gli Yue vi fanno le menate!

Ce la siamo presa a cuore la questione Radiohead, sia per la stima immensa nei loro confronti sia per l’importanza delle loro ultime mosse. Nuovi spunti di riflessione da Green Plastic, che per la verita` fa riferimento a Billboard, riporto testualmente uno stralcio dell’articolo:

And he was philosophical on reports that the illegal platforms have delivered millions of units. “The fact of the matter is, as soon as a record goes into manufacture, or advance copies are released to the press, it goes onto BitTorrent,” he says. “That is the fact. What we are dealing with is a situation that we always dealing with.”

A parlare e` Bryce Edge, della ditta che si occupa del “management” dei Radiohead. Traduzione: a) L’album circola anche su circuiti illegali (definizione data dall’intervistatore non dall’intervistato); b) “Vabbeh” (spallucce).

Suvvia ragazzi, amici Radiohead e amici manager…fermatevi un secondo a pensare: perche` a questo punto non legalizzare la distribuzione di “In Rainbows” via peer-to-peer con una bella licenza Creative Commons Attribution – Non Commercial (per dirne una) o Share Alike o simile? Per voi non cambia niente, lo sapete e non lo nascondete… e allora su, fate questo sforzo vi aspettiamo su Jamendo.La musica deve essere libera di circolare tra il pubblico, non solo sottobanco ma in modo legale. Il cash vi arriva lo stesso, chi vi parla e` stato tra i primi a darvene e volentieri!


A proposito di Jamendo ecco un album che avremmo dovuto segnalarvi gia` da tempo, ossia il contributo di DJ Spooky al progetto One Laptop Per Child:


E` un piccolo ma gustoso EP che potete scaricare in maniera perfettamente legale qua, e vi invito a farlo! Poi scaricate anche i nostri eh:-)

vårie ed eventuali

Questo post per dire un paio di cosette che sono rimaste indietro. La prima: il nuovo simbolo degli Ýuæ, progetto musicale nato tra Rekjavik e Oslo, credo sara` supergiu` questo, con le corna a formare il ben noto ideogramma:

Ðål mømentø che å quåntø þåre tútti i gruppi þiu` fichí del møndø vængønø dåi fjørdi e dåi ghiåcciåí. Almeno, questa e` la conclusione che abbiamo tratto da una serie di recenti concerti a cui abbiamo assistito, non importa realmente quello che fai sul palco, un’ora di scoreggioni fortissimi che escono da un powerbook vanno benissimo. Devi solo arrivare da un posto sufficientemente “cool” da renderti “cool” e dopo va bene tutto, ed e` per questo che noi veniamo da tutti gli angoli del nørdeurøpå (cosi` prendiamo anche il bonus per gruppi con membri che vivono a piu` di 1000km di distanza). Per completare l’opera potremmo lasciare il buon Andrea libero di andare a cazzeggiare in giro durante i concerti, cosi` possiamo dire anche noi di fare video installazioni e ci guadagnamo tutti!

OK, OK, OK BASTA ACIDITA` NON CE L’ABBIAMO CON NESSUNO e per fortuna siamo anche riusciti a goderci tantissimo il concerto dei Mouse On Mars a Reggio, bravi bravi e ancora bravi, come del resto svariati norvegesi (non pensate male..)

La seconda, piu` importante:

stiamo provando a capirci qualcosa della vicenda Radiohead di cui gia` avevamo parlato poco tempo fa. Per chi se lo stesse chiedendo la questione e`: ok, volendo non si paga ma e` musica libera?. Per noi e` importantissimo! Personalmente ho scaricato l’album “In Rainbows” (bello bello e ancora bello) e i fatti sono i seguenti:

1 – Durante la fase di “non-acquisto” non mi e` stato presentato nessun particolare avviso su eventuali restrizioni all’uso degli mp3 scaricati, procedendo si ottiene un file “inrainbows.zip” che contiene solo i file mp3 dei pezzi e nessuno dei classici ammonimenti “ricordati che e` vietato copiare, diffondere, respirare, bla bla…”, neanche nei tag id3.

2 – Alla pagina Terms del sito dei Radiohead compariva inizialmente un’indicazione tipo “Copyright Xurbia Xendless”, il che in assenza di altre indicazioni dovrebbe significare che comunque tutti i diritti sono riservati (parere di avvocati cercasi!).

3 – Beh, noi ci abbiam provato e abbiamo scritto ai Radiohead per chiedergli lumi sulla questione… ancora una risposta non e` arrivata, d’altronde e` un periodo sicuramente bello pieno per loro e se mai arrivera` ci sara` da aspettare.

4 – Ora, a parte il fatto che, sempre stando al sito, “Xurbia Xendless” altro non e` che un server e la cosa lascia straniti, la riga citata al punto 2 e` sparita dopo pochi giorni, attualmente sembra proprio che non ci sia scritto niente riguardo al copyright. Al che le prime due parole che mi vengono in mente sono “pubblico dominio”. Anche qui, sarei curioso di sentire il parere di un avvocato, in mancanza di dichiarazioni ufficiali da parte di Thom Yorke e soci.

Per il momento rinnoviamo i complimenti ai Radiohead e speriamo che presto siano a tutti gli effetti “dei nostri”:)


Post scriptum tardivo (sorry): tutto il nostro cordoglio per la scomparsa di DJ Ivan del Tempo, il DJ storico dei 15 anni miei e di tanti ragazzi della zona fino a sabato scorso… eternamente giovane in una terra sempre piu` popolata da bambini anziani. Grazie di tutto.